L’incarico non è una formalità commerciale. È la mappa del rapporto con il committente: definisce quale risultato professionale viene affidato, con quali informazioni, entro quali limiti e con quale corrispettivo.
Otto punti da rendere leggibili
- Identità delle parti e immobile o intervento interessato.
- Oggetto, fasi e singole prestazioni comprese.
- Attività escluse e professionisti specialisti necessari.
- Documenti che deve fornire il committente.
- Compenso, criteri di calcolo, spese e anticipazioni.
- Acconti legati a fasi verificabili, non soltanto al risultato finale.
- Tempi professionali distinti dai tempi di enti e terzi.
- Sospensione, recesso, uso degli elaborati e gestione delle varianti.
Pagare per fasi rende visibile il lavoro
Rilievo e accesso agli atti, fattibilità, progetto, autorizzazioni, esecutivi e direzione lavori producono risultati differenti. Collegare ogni acconto a una consegna evita che mesi di attività vengano anticipati dallo studio e rende chiaro l’avanzamento anche al cliente.
Equo compenso: verificare quando si applica
La legge n. 49/2023 disciplina l’equo compenso nei rapporti professionali che rientrano nel suo ambito. Non sostituisce però un incarico preciso: prima della firma vanno controllati soggetto committente, prestazioni, parametri pertinenti e clausole.
Fonti ufficiali
Leggere il testo vigente.
Questa guida non è un modello contrattuale né consulenza legale. L’incarico va adattato al caso concreto.